Weeda Ahmad, attivista afgana, ospite del Premio N.I.C.E.

Il N.I.C.E. Festival fa conoscere il cinema italiano all’estero ma s’impegna anche nelle grandi battaglie sociali del nostro tempo. Venerdì 9 dicembre, a La Compagnia, alle 20.30, in occasione del Premio N.I.C.E. Città di Firenze, che verrà consegnato all’attrice Ilenia Pastorelli per il film Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, l’associazione ONLUS COSPE promuoverà la campagna Vite Preziose, lanciata in favore delle donne vittime di violenza e discriminazione in Afghanistan.
Sarà presente la sociologa e attivista afgana per i diritti umani Weeda Ahmad, fondatrice di SAAJS (Social Association Afghan Justice Seekers), impegnata da anni nella persecuzione dei crimini di guerra compiuti in Afghanistan, che riceverà assieme a Manuel Potito, sceneggiatore dello spot contro l’omofobia e il razzismo Normalità soggettiva, che sarà proiettato per l’occasione, il premio speciale Per i diritti umani – contro tutte le discriminazioni 2016.

Alla campagna Vite Preziose, che ha come testimonial l’attrice Carlotta Natoli, è possibile aderire mandando sms al numero 45526, e chiamandolo da rete fissa, dal 3 al 18 dicembre 2016. I fondi raccolti saranno destinati alle attività della Casa Protetta e del Centro Donne, due strutture che COSPE ha aperto a Kabul, per dare aiuto e strumenti per l’autodeterminazione alle donne afgane.

L’Afghanistan è considerato il Paese più pericoloso al mondo per una donna e dove l’indice di uguaglianza di genere è il più basso in assoluto. Fin dall’infanzia le donne sono discriminate in tutti i principali ambiti sociali. Oltre 2 milioni di bambine non vanno a scuola e il tasso di analfabetismo femminile raggiunge l’88%. Abusi, delitti d’onore, rapimenti, prostituzione coatta, stupri, matrimoni precoci e forzati sono solo alcuni tipi di violenza usata contro le donne afgane.